Monsoon wedding – Matrimonio Indiano

Vincitore del Leone d’Oro alla 58ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. La storia ruota attorno al matrimonio della figlia maggiore e da essa si dipanano vicende parallele e convergenti degli altri membri di questa numerosa e chiassosa famiglia.

monsoon

Con un taglio da commedia romantica, la regista Mira Nair descrive con mano significativa e una vaga vena poetica i dubbi sentimentali della giovane futura sposa, i disagi del padre (il bravissimo attore indiano Naseruddin Shah, un mito nel suo paese) alle prese con i preparativi per la festa, le ansie della madre, i problemi esistenziali della cugina alle prese con un passato che alla fine del film esploderà dirompente scardinando i solidissimi vincoli famigliari.

In quella che potrebbe sembrare una trama da soap opera di serie B, la regista indiana rivela tutta la sua maestria nell’innestare spunti di riflessione che vanno al di là dei comuni disagi adolescenziali o delle ansie della mezza età. Senza sussulti che compromettano il flusso narrativo, Mira Nair ci descrive un India ricca di contraddizioni. Ad un paese dove si gioca a golf e dove anche le cameriere sanno come si spedisce un e-mail, fa da contraltare un paese dove il black-out energetico è sempre dietro l’angolo e dove la censura è ancora una istituzione con la “I” maiuscola. Tipiche contraddizioni di uno dei paesi del mondo con uno sviluppo acceleratissimo e quindi, per forza di cose, distorto.

moon

Ma “Monsoon Wedding” è soprattutto un film sui sentimenti fra i quali spicca fortissimo e prorompente l’amore della Nair per la sua terra, rappresentato dalle suggestive riprese della città al tramonto commentate solo dalla musica, prive di quell’abbondanza di parole che riempiono le altre scene con i suoi vivaci e coloriti personaggi; l’amore per i suoi connazionali descritto con le rumorose feste e con le sfrenate danze dai ritmi suadenti e coinvolgenti; l’amore per il suo popolo raffigurato nel masti “l’intossicante gusto per la vita” della gente indiana, dipinto in un trionfo di colori, rosso, arancio, giallo, che inebriano lo spettatore rendendo più che piacevole i 120 minuti della visione.

La Zuppa Mulligatawny è una preparazione del periodo coloniale inglese; sembra che il nome derivi da una corruzione del Tamil “milagu” (pepe, peperoncino) e “thanni” (acqua). Come dire “acqua piccante”.

Mulligatawny

100 gr di cipolla tagliata a pezzi/ 2 gambi di sedano, tagliati a pezzi/ 1 carota, a cubetti/ 60 gr di burro/ 22 gr di farina/ 7 gr di curry in polvere/ 940 ml di brodo di pollo/ mezza mela, pulita e tagliata/ 50 gr di riso bianco 1 metà di petto di pollo senza pelle, disossato – tagliato a cubetti/ sale/ pepe nero macinato/ 1 pizzico di timo secco/ 100 ml di panna grassa, scaldata

Rosola cipolle, sedano, carote e burro in una pentola.  Aggiungi farina e curry, e cuoci per altri 5 minuti. Aggiungi il brodo di pollo, mescola bene e porta ad ebollizione.

Fai bollire lentamente per circa mezz’ora. Aggiungi mela, riso, pollo, sale, pepe e timo. Fai bollire per 15-20 minuti, o finchè il riso non è cotto. Quando servi, aggiungi la panna calda.

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