Ahi Vadinho! Dona Flor e i suoi due mariti

“Zucchero, sale, formaggio grattugiato, burro, latte di cocco, di quello più acquoso e di quello più denso – ci vogliono tutti e due. Mi dica un po’, lei che scrive sui giornali, perché si deve sempre avere bisogno di due amori, perché uno non basta a riempire il cuore?”

 

Vadinho, maestro d’amore, impenitente giocatore d’azzardo, ballerino provetto e adorato marito di Dona Flor, muore travestito da donna, durante una serata scatenata mentre impazza il carnevale di Bahia. Ahi Vadinho! Hai lasciato Dona Flor sola, a rigirarsi nel suo letto solitario, a struggersi del ricordo del tuo alito che sapeva di cipolla: “il suo bacio sapeva di fuoco“! Vadinho che viveva “perdendo dinheiro e ganhando mulheres“. Ma tutti i tradimenti, le lacrime, le attese, non riescono a smorzare la sua mancanza.

 

 

Jorge Amado, il meraviglioso cantore di Bahia, il cantore delle donne bahiane: Gabriela, quella tutto zucchero e cannella; Teresa Batista che attraversa la vita come fosse in una guerra perenne, finché stanca, cerca riparo tra le braccia del meno stabile degli amori per antonomasia: il suo marinaio. E Dona Flor, che sospirando per il suo amore perduto, tra una ricetta nella sua scuola di cucina e una notte insonne, si risposa con l’insignificante farmacista dr. Teodoro Madureira, appoggio sicuro ma ben lontano dal suscitare in lei la passione folle che aveva saputo risvegliare Vadinho. La soluzione arriva inaspettata: Vadinho rivive solo per Dona Flor, l’unica a vederlo, e si installa a suo agio nella vita dei due sposi novelli. Ora Flor è contenta: ha un marito che provvede ai suoi bisogni materiali e Vadinho che si occupa del suo corpo e del suo cuore.

 

Il film segno’ l’esordio cinematografico di Sonia Braga, già nota in Brasile per aver interpretato altri personaggi di Amado, per la televisione e per il cinema. “Sono una zingara: domani posso essere in ogni angolo del pianeta, facendo ciò che più mi regala gioia“. Per Dona Flor vinse il Premio BAFTA, nell’81.

 

O que será que lhe dá
O que será meu nego, será que lhe dá
Que não lhe dá sossego, será que lhe dá
Será que o meu chamego quer me judiar
Será que isso são horas dele vadiar
Será que passa fora o resto do dia
Será que foi-se embora em má companhia
Será que essa criança quer me agoniar
Será que não se cansa de desafiar
O que não tem descanso, nem nunca terá
O que não tem cansaço, nem nunca terá
O que não tem limite

O que será que será
Que dá dentro da gente e que não devia
Que desacata a gente, que é revelia
Que é feito uma aguardente que não sacia
Que é feito estar doente de uma folia
Que nem dez mandamentos vão conciliar
Nem todos os unguentos vão aliviar
Nem todos os quebrantos, toda alquimia
Que nem todos os santos, será que será
O que não tem governo, nem nunca terá
O que não tem vergonha, nem nunca terá
O que não tem juízo

 

 

Cucina, samba, tristezza, sesso e morte, sono gli ingredienti che compongono i menù dei libri di Amado:

Dovunque io vada porto il Brasile con me, purtroppo non porto con me la farina di manioca, ogni giorno mi manca, a pranzo e a cena.”
Manioca ma anche la moqueca di granchi molli:

Lezione teorica: Ingredienti (per otto persone): 1 tazza di latte di cocco intero, 1 tazza d’olio di dendê  (olio di palma) , kg 1 di granchi molli. Per il sugo: 3 spicchi d’aglio, sale a piacere, il succo d’un limone, coriandolo, prezzemolo, cipollina, 2 cipolle, 1/2 tazza d’olio d’oliva o di semi, 1 peperone, 1/2 kg di pomodori. Per dopo: 4 pomodori, 1 cipolla, 1 peperone.

Lezione pratica: Grattate due cipolle, schiacciate l’aglio nel pestello. Cipolla e aglio non appestano, nossignore, son frutti della terra, profumati. Fate un battuto di prezzemolo, coriandolo, qualche pomodoro, la cipollina, un peperone. Mischiate tutto con l’olio d’oliva e mettete di lato questa succulenta salsa aromatica.

(Queste sciocche trovano puzzolente la cipolla: che ne sanno loro di aromi puri? A Vadinho piaceva mangiare la cipolla cruda, e il suo bacio sapeva di fuoco).

Lavate i granchi interi in acqua e limone, lavateli bene per togliere la sabbia senza levare l’odor di mare. Ed ora per condirli, uno a uno tuffarli nella salsa, e poi in padella uno a uno, ogni granchio col suo sugo. Versate il resto della salsa sui granchi pian piano, perché il piatto è delicato (ahi, era il piatto preferito di Vadinho!).

Prendete quattro pomodori scelti, un peperone, una cipolla, affettateli e metteteli sui granchi per dar un tocco di bellezza. Lasciateli due ore coperti a insaporirsi. Mettete quindi al fuoco la padella. (Lui stesso andava a comprare i granchi molli da un vecchio fornitore giù al Mercato...).

Quando i granchi saranno quasi cotti, e solo allora, aggiungerete il latte di cocco ed alla fine l’olio di dendê, poco prima di toglierli dal fuoco. (Veniva ad assaggiare il sugo ogni momento, palato più fino del suo non esisteva).

Ecco qui un piatto fine, ricercato, degno della miglior cucina. chi lo farà, potrà con ragione vantarsi d’essere veramente una cuoca sopraffina. Ma non avendo abilità, meglio non mettercisi: non tutti nascono artisti dei fornelli. (Era il piatto prediletto di Vadinho mai più lo serviro’ sulla mia mensa. I suoi denti mordevano il granchio molle, le sue labbra colorite di dendê. Ahi mai più la sua bocca, le sue labbra, la sua lingua, mai più la bocca ardente di cipolla cruda!)

 

 

 

avvenimenti singolari e circostanze così stupefacenti, capaci di accadere soltanto nella città di Bahia – e creda al racconto chi vi vuol credere“.

 

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