Ya basbusa! Ya safra!

Una mattina, il vicolo si svegliò  nel clamore e nella commozione. I suoi abitanti avevano trovato degli uomini che issavano una grande tenda su un pezzo di terreno abbandonato, di fornte a Boxmakers Street. Allarmato, zio Kamel, aveva pensato che dovesse essere una tenda funebre, ed aveva esclamato a voce alta:
“In verità noi siamo di Dio e a Lui ritorniamo! 0 Signore, 0 Sostenitore, 0 Conoscitore di tutte le cose! ” E chiamato un ragazzo che camminava per strada gli aveva chiesto chi fosse morto. Il ragazzo, però, si mise a ridere e gli disse:” Non è per un funerale, è per un comizio elettorale! ” …

Hanno cercato di attaccare un poster sul muro del negozio dello zio Kamel, ma l’uomo, sul quale l’assenza di Abbas el-Helw aveva avuto un brutto effetto, li confronta con rabbia, dicendo: “Non qui, amici. Porterà male  e scoraggerà i clienti. ” “Al contrario”, uno dei giovani gli disse ridendo. “Porterà clienti, e se il candidato lo vede, oggi sarà lui a comprare l’intero magazzino di Basbousa…” (Vicolo del Mortaio, Naguib Mahfouz)

 

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Che la si chiami Basbusa, come al Cairo o la si chiami Safra, come fanno gli ebrei tripolini, il risultato non cambia: un dolce squisito, profumato e bello a vedersi.

 

E anche facilissimo a farsi.

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La ricetta di Labna

  • 2 uova
  • 1 bicchiere di zucchero
  • 1 bicchiere di olio di semi
  • 1 bicchiere di acqua
  • 1/2 bustina di lievito
  • 3 bicchieri di semola di grano duro

Per lo sciroppo:

  • 250 g di zucchero
  • 1 bicchiere di acqua
  • 1/2 limone spremuto
  • 3 cucchiai di acqua di fiori d’arancio

Montate lo zucchero e l’uovo fino ad ottenere una crema gialla leggera, poi aggiungete olio, acqua, farina e lievito, continuando a mescolare bene fino ad ottenere un composto uniforme. Foderate una teglia grande con la carta da forno e versate l’impasto.
Portate il forno a 180° e fate cuocere la torta un’oretta, finchè la superficie non è dorata e compatta.

Mentre la torta cuoce, mescolate in un pentolino dal fondo spesso lo zucchero, l’acqua e l’acqua di fiori d’arancio per preparare lo sciroppo: il liquido deve più o meno dimezzarsi, ma non deve diventare scuro, quindi tenete bassa la fiamma e aspettate pazientemente, mescolando di tanto in tanto. Quando fa il “perlage”, cioè la superficie si riempie di piccole bollicine, è pronto.

 

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Una volta sfornata la torta, versatevi sopra abbondante sciroppo e lasciatela riposare per 5 o 6 ore prima di mangiarla. Per servire la safra è d’obbligo per tradizione tagliare il dolce a rombi e mettere al centro di ogni rombo una mandorla.

 

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