“Tutti i sogni vanno secondo la bocca”, il cibo nei sogni

“Tutti i sogni vanno secondo la bocca” (TB Berachot 55b)
Il sogno per acquistare senso ha bisogno di un’interpretazione. Ogni cultura ha dato ai sogni la propria, ma qualunque siano state le simbologie ad essi legate, hanno sempre rivestito un’importanza centrale nella storia dell’uomo.
Un sogno non interpretato è come una lettera non letta” (Berakhot , 55 a ).
Che il sogno sia considerato “quarantaseiesima parte della profezia” come nella tradizione islamica, che sia eletto a legame tra vivi e morti, tra spirito e materia o segnale rivolto a un gruppo, esso ha bisogno della parola per esistere, del racconto, dell’interpretazione e di segni condivisi che ne possano spiegare il senso. Ed è l’interpretazione che dà realtà al sogno, che lo materializza nella veglia. Per questo, per l’importanza che l’interpretazione del sogno ha nella vita dell’uomo, ogni cultura ha sperimentato modi diversi per salvaguardarsi dai cattivi presagi annunciati dai sogni o per “sfruttare” i buoni annunci, le profezie favorevoli.
Nella tradizione ebraica talmudica e negli studi dei cabbalisti si incontrano consigli su come comportarsi al risveglio da un sogno: quando sogni qualcosa fai in modo che prima dell’interpretazione cattiva te ne venga a mente una buona. Il sogno “avverte”, l’interpretazione lo materializza.
Ma per materializzare un sogno, per dargli un’interpretazione affinché non resti “una lettera non letta” è necessario servirsi di simboli, “oggetti” conosciuti e dal significato più o meno condiviso da tutta una cultura, dalla società. “Simbolo” deriva dal verbo greco συµβαλλω, che letteralmente vuol dire “metto insieme, unisco, avvicino, congiungo, scambio, confronto, mi incontro, mi imbatto, mi metto in relazione”. Nella società greca il simbolo era una specie di “tessera”, un oggetto di varia materia, che veniva impiegato per testimoniare il legame di ospitalità esistente tra due persone, due famiglie o due città e che, spezzato in due parti, era diviso tra ospitante e ospitato. Che cos’è il simbolo? Fromm dice che si tratta di “qualcosa che sta al posto di qualcos’altro

Wassily Kandinsky Tutt’Art@

Che cosa fa chi tenta di interpretare un sogno? Usa un linguaggio che si appoggia su simboli, “aperti“, in quanto influenzati dalla cultura del luogo, dalla collocazione geografica di chi sogna, dal clima, dagli usi e costumi della società nel quale il sognatore vive, per mettere in collegamento una realtà con un’altra.
A volte si trovano interpretazioni di sogni simili completamente diverse tra loro; altre volte le differenze sono minime.
Ovviamente il cibo, la cucina, l’atto del mangiare sono uno dei capitoli centrali di ogni tentativo di interpretazione dei sogni,  siano essi analizzati da un punto di vista religioso, filosofico, psico-analitico o di “saggezza popolare”. I sogni legati all’alimentazione sono tra i più diffusi.
Artemidoro è il più conosciuto interprete di sogni che la storia greca ci ha tramandato. La sua opera più importante, in cinque volumi, l’Onirocritica, ebbe talmente fortuna da essere tradotta in arabo nell’877 da Hunayn ibn Ishaq (808-873),  medico, traduttore,filosofo e scienziato arabo, oriundo di Siria, notissimo in Oriente e in Occidente per la sua opera di traduttore di lavori scientifici e medici dal greco all’arabo.
“Il sogno è un movimento o un’invenzione multiforme dell’anima, che segnala i beni o i mali futuri. Stando così le cose, l’anima preannuncia tutto ciò che accadrà con il trascorrere del tempo, presto o tardi; e fa ciò per mezzo di immagini proprie e naturali, chiamate anche elementi, in quanto essa ritiene che nel frattempo noi possiamo apprendere gli eventi futuri, istruiti dal ragionamento.” 
Questa era la in generale la definizione del sogno di Artemidoro.
Vediamo alcune interpretazioni inerenti il cibo.
Che dice Artemidoro del pane?
Sognare di mangiare il pane cui si è abituati è favorevole: ossia, rispettivamente il pane ordinario per i poveri, quello di prima qualità per i ricchi. Ma se accade il contrario non è buon segno, bensì cattivo; infatti quest’ultimo segnala malattia ai poveri, e quello povertà ai ricchi. Il pane d’orzo è sempre propizio, perché è tradizione che questo sia stato il primo cibo dato agli uomini dagli dèi. La farina sia di grano sia d’orzo ha il medesimo significato del pane, sebbene in minore misura.
Il pane è la consuetudine dunque, il quotidiano. Sognare di mangiarne di diverso da quello del quale ci si ciba ogni giorno è sfortuna, perché si interrompe, si rivoluziona il quotidiano.
E il pane nella tradizione islamica? Interpretazioni diverse tra loro; Ibn Sirin nel suo Ta’bir al-ru’ya, Il Libro del Sogno Veritiero dice della farina di grano che sono soldi e bambini. La pasta di pane è il viaggio che chi impasta compie verso i parenti. Interpreti riferiscono anche che l’impasto sono soldi onesti, provenienti da un commercio e che è guadagno che cresce, come cresce il pane che lievita. Ma se non lievita significa perdita. La farina d’orzo impastata è l’uomo credente e rappresenta il comando dei potenti. Una sfoglia di pane (il pane arabo è spesso fatto come sfoglia sottile) è vita per chi la ottiene, ogni sfoglia rappresenta 40 anni. E una sfoglia equivale a 1000 dirham, a benedizioni e a sostentamento sicuro. Ma alcuni interpreti riferiscono anche che il pane è tristezza e che il pane integrale è un brav’uomo mediamente religioso. Quello d’orzo è un uomo tormentato da prove e ascesi e il pane secco sono economie che si renderanno necessarie. Trovare un pezzo di pane e mangiarlo è aver raggiunto il termine della vita ma anche la bontà della vita e dell’uomo. La sfoglia di pane è la moglie, una sfoglia pura è la fecondità e per il sultano giustizia, onestà per il commerciante, e per l’artigiano dedizione al mestiere. Il pane caldo è ipocrisia e licenziosità; sognare di avere un pane in fronte predice miseria e il pane muffito sono soldi dai quali non si ricaverà vantaggio. Mangiare il pane da solo è malattia, emorragia e morte; il pane crudo (non cotto abbastanza) indica una febbre forte perché ha bisogno ancora del calore del forno.  (Grazie a Michele Barontini per la traduzione dall’originale)

Safwan DAHOUL. Dream 2

E nell’interpretazione italiana popolare? Alcune analogie e molte differenze: il pane bianco è fedeltà, ma danneggia il povero. Come nell’interpretazione di Ibn Sirin il pane raffinato sembra una trasgressione alla “norma” dell’alimentazione del povero. Il pane nero, difficoltà in arrivo, probabilmente per chi è abituato a mangiarlo bianco. Pane caldo, false promesse o inganni ma anche fortuna. Pane crudo indica la perdita di un amico o di un parente. Il pane fragrante è il guadagno onesto e il pane freddo, buoni affari. Per la Smorfia, impastare pane è il lavoro ben retribuito; il pane fresco è abilità negli affari e il pane caldo è pericolo per la salute.
Delle verdure Artemidoro dice:
Rivelano le cose nascoste e suscitano odio tra chi vive insieme quelle che dopo essere mangiate lasciano odore, come il rafano, la cicoria, i porri tagliati. Le verdure che si raschiano e si mangiano crude indicano danno, perché viene eliminato il superfluo: così la lattuga e simili. A causa delle spine e del sapore aspro i carciofi indicano dolori, e talvolta anche disoccupazione, in quanto sono sprovvisti di potere nutritivo. La bietola, la malva, il lapazio, l’acetosella, l’atrefice sono buon segno solo per i debitori, poiché mettono in agitazione lo stomaco e fanno evacuare: e propriamente lo stomaco e gli intestini si possono paragonare a un usuraio. I rapanelli, le carote e tutte le altre verdure nutrienti sono preannuncio di vantaggi, e si oppongono soltanto a chi è in causa per questioni di terreni; infatti vengono divelte con le radici…  La cipolla e l’aglio sono cattivo segno se si mangiano, ma buono se si possiedono. La cipolla ha un esito diverso solo per gli ammalati: e invero Alessandro di Mindo a questo proposito si trovò in difficoltà e non ha saputo trovare una soluzione definitiva. Io affermo quanto segue: se un ammalato sogna di mangiare molte cipolle guarirà; se invece ne mangia poche morirà. Infatti chi muore versa poche lacrime, molte invece chi si trova in lutto, poiché ha più tempo per piangere.”
E nella tradizione italiana popolare?
Zucche e rape sono speranze vane, come il detto “Non si cava sangue (cioè vita) da una rapa”. Le verdure come lattuga e insalata sembrano avere un ruolo neutro, né di cattivo né di buono presagio, “leggere” come è la loro sostanza. Il carciofo, per il suo gusto amarognolo e le sue spine, indica ostacoli, situazioni difficili o necessità di pazienza in un affare.
Ibn Sirin di cetrioli, carote, noci e rape dice che sono denaro acquisito illecitamente, angoscia e pene. La cipolla e il porro indicano tristezza e avversità.
Il cavolo per Artemidoro è sempre nocivo, per la Smorfia  è noia, sofferenza e inganni, anche adulterio. Le patate, raccoglierle presagisce guadagni: da una mezza patata o perfino da una buccia piantata si raccolgono, infatti, molte patate. Mangiarle però non è così favorevole, in quanto è cibo dei poveri.
Per la carne è molto più complicato definire i casi. Nella traduzione del Libro del Sogno Veritiero di Ilda Zilio Grandi, la carne di toro da lavoro è denaro e la sua pelle eredità. Se si trattasse di un toro impiegato ad altri scopi, morirà l’uomo al quale il toro si riferisce (il toro è un uomo corpulento che lavora alle dipendenze del Sultano e il Sultano è il potere dello Stato) ed il suo denaro sarà spartito tra molti. Se la carne è di un vitello o di un torello giovani chi sogna trionferà su qualcun altro e ne dilapiderà il patrimonio. La mucca è interpretata come una donna o un’annata; cibarsene significa ricchezza e così pure la sua pelle. La pecora è una donna nobile, cibarsene indica benefici. L’agnello è un bambino; sognare di cibarsene significa ottenere vantaggi tramite quel bambino. Mangiare carne di capra è sempre segno sfavorevole.
Secondo Artemidoro la carne di pecora è sempre infausta, per tutta la famiglia. Quella di capra è utile a chi si trova in difficoltà e dannosa per gli altri, per la natura solitaria della capra. Secondo la Smorfia, il pollame sono litigi con i parenti, la carne di maiale vantaggi. Cibarsi di carne umana, se si tratta della propria, fortuna; ma se è un ricco a sognarlo perderà i suoi averi e si ridurrà in miseria.
“...L’altra cagione de’ sogni si è dalla parte di fuori; e questa è in due maniere: l’una è corporale, l’altra è spirituale. La cagione corporale può essere in più modi. In prima, per impressione de’ corpi celestiali, cioè delle pianete e delle stelle, le quali, secondo i loro siti e aspetti, coniuzioni e movimenti, hanno influenzia e fanno impressioni ne’ celebri degli uomini e degli altri animali, e fannogli sognare cose conformi e corrispondenti alla loro disposizione; onde è veduto da’ savi, che, tra gli altri animali, il cavallo e ’l cane sognano. Variansi e’ sogni secondo i tempi e le impressioni dell’aria: chè altri sogni sono il verno e altri la primavera, e altrimenti la state e altrimenti si sogna l’autonno; e altri sogni fa fare l’aria sottile e chiara, e altri la grossa e la nebbiosa: e secondo la varietà de’ venti si variano i sogni; e la luna scema e piena, e quando cresce e quando cala; e come àltera gli omori ne’ corpi, così fa mutazione ne’ sogni. Sono cagione de’ sogni dalla parte di fuori il mangiare e ’l bere, e quanto alla quantità e quanto alla qualità; e come il soperchio, per gli molti vapori e fumi che si risolvono dallo stomaco e vanno al cielabro, fanno molto sognare (e tanto potrebbe essere il troppo, che non lascerebbe sognare o discernere il sogno), così il difetto, cioè la fame e la sete, lascia poco sognare, o forse tutto il sonno è sogno di svanimento  o di mangiare o di bere. La qualità dei cibi e del bere fa espressere varietà nel sognare; chè quegli che sono leggieri e sottili, sono cagione che ’l sogno sia leggiere e chiaro; quegli che sono grossi e gravi, fanno sognare cose gravi, turbe e oscure e paurose: come dicono i savi ch’ e’ porri, cipolle e agli e ogni agrume crudo, fave e ogni legume, fanno avere i sogni terribili e noiosi; e ’l mosto e ogni bevanda grossa e torbida somigliantemente fanno i sogni gravi e oscuri. E tra l’altre cose che fanno rei sogni e oscuri, sì è lo ’ntemperato e disordinato uso della lussuria; imperò che si conturba e indebolisce il cielabro, e la virtù visiva e immaginativa si offusca…” (Trattato de’ sogni, Iacopo Passavanti)