L’Almogrote canario

Perché l’isola? Perché è il punto dove io mi isolo, dove sono solo: è un punto separato dal resto del mondo, non perché lo sia in realtà, ma perché nel mio stato d’animo posso separarmene.
(Giuseppe Ungaretti)

Per circa mille anni, alla caduta dell’Impero Romano, le isole Canarie sono state “dimenticate” dall’Europa e i suoi abitanti hanno potuto vivere una vita relativamente tranquilla. Il popolo dei Canarios, conosciuti anche come Guanches, ha origini controverse: sono gli antichi abitanti di Atlantide? O sono originari di quelle Isole Fortunate ricordate da Celti e Greci? La teoria più accreditata sembra essere quella che narra di popoli berberi, arrivati dal Nord Africa. Una delle spiegazioni del nome Canaria racconta che il re mauritano Juba II, alleato dei Romani, sbarcando nell’isola la trovò abitata da cani di enormi dimensioni.

La pace per i Canarios finì nel XV° secolo, quando navi portoghesi, italiane e catalane cominciarono a compiere scorrerie nell’isola per procurarsi pelli e schiavi. Nonostante l’eroica resistenza degli abitanti, nel 1483 la conquista spagnola dell’isola fu completa. Quelli che non furono uccisi né si suicidarono per non cadere in mani nemiche furono ridotti in schiavitù e convertiti a forza al Cristianesimo. Ben presto la popolazione ne risultò decimata.

Gli ebrei arrivarono nell’isola nel XV° secolo, fuggendo l’Inquisizione spagnola. Mentre la seconda ondata migratoria, nel XVII° secolo, fu quella dei ricchi portoghesi. Il trattato di pace tra la Spagna e l’Inghilterra, firmato nel 1604, dette origine al commercio di vino e zucchero dalle isole e richiamò molti cripto-ebrei da Lisbona, Bordeaux e Amsterdam. Questo secondo gruppo di immigrati ebrei fu in grado di sfidare gli spagnoli e i portoghesi non solo continuando a preservare il loro ebraismo in segreto, ma sposando cristiani  che si convertirono poi all’ebraismo. Poi l’Inquisizione sbarcò anche sull’isola e la vita degli ebrei immigrati ne fu devastata.

L’Almodrote , come ci racconta Mi vida en un bowl, è una delle specialità culinarie degli ebrei sefarditi (da Sefarad, Spagna). Si tratta di una crema a base di formaggio duro, paprica dolce spagnola (pimenton) aglio e olio, pestato nel mortaio. Sembra essere una modifica del moretum Romano che agli stessi ingredienti aggiungeva aceto e vino. Da moretum il nome diventò modretum e con l’arrivo degli arabi in Spagna al modrote. Con l’espulsione degli ebrei spagnoli, la salsa cadde in disuso e in spregio alla sua origine ebraica ci fu aggiunto strutto di maiale. Durante la Diaspora gli ebrei spagnoli approdarono alle Canarie dove tentarono di ricostruire la loro vita con il commercio, dato che l’Inquisizione espellendoli li aveva privati di tutti i loro averi. E arrivando sull’isola l’almodrote diventò almogrote e trovò il formaggio duro tipico dell’isola di Gomera, el queso gomero, uno dei prodotti più valorizzati dell’isola e il peperone de Las Palmas.

320 g. di formaggio duro, molto duro
– 200 ml. di olio d’oliva
– 2 peperoni dolci rossi
– 2 spicchi d’aglio
– Sale e pepe a piacere
Peperoncino piccante (facoltativo)

Il formaggio va grattato, i peperoni scottati e spellati. Poi con l’aglio e l’olio nel frullatore, come per fare un pesto. E poi si mangia sul pane e si conserva in frigorifero in un vasetto di vetro, coperto d’olio.

Si te vas de La Palma con hambre es porque estàs mal de salud y no puede comer (proverbio Canario)

Se lasci Las Palmas con la fame è segno che stai male in salute e non puoi mangiare

 

Annunci